Petra Sarda

Tutta la ceramica che noi conosciamo, dai vasi ittiti, greci, etruschi, alle maioliche rinascimentali, era una ceramica di “terracotta”; cioè di terre malleabili che, cotte a più di due volte il calore delle nostre cucine, induriscono. Ma, in un altra ceramica, nata in Cina duecento anni prima di Cristo e ignota all’Occidente fino a verso il ‘700, argille ricche di allumina ma sempre plastiche venivano sapientemente portate a temperature ben più alte finchè fondevano, vetrificandosi. Ne veniva un materiale resistente, non poroso, duro e sonante (“T’ZU” indicava sia porcellana che grès). I vasi smaltati avevano una qualità tattile, seducente ed elementare, come i sassi del mare, ed erano vasi magici, silenziosi come i quattro elementi, terra, acqua, aria, fuoco, che l’uomo aveva fatto intervenire. Il fuoco aveva unito sabbie e argille in tinte verdastre e grigio-blu che somigliavano alle terre e ai cieli della Cina.

Nell’Italia continentale non esistono argille che sopportano alte cotture, per cui mancò la tradizione del “grès”. Noi in Sardegna lo abbiamo trovato in un granito in decomposizione da milioni di anni che fornisce gli elementi per una bellissima argilla che al color bianco non si liquefà. nel granito abbiamo trovato a portata di mano anche i materiali per smalti resistenti a tanto calore.

Così è nata Petra Sarda.

 

Per maggiori informazioni sui prodotti e sugli artigiani compilare il modulo di contatto nella pagina “Contatti“.